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Fiera storica

LA CITTA'

LA FIERA STORICA

La grande occasione di mercato di compravendita e dei prodotti di consumo che si svolge a Sant'Agata (14\15 novembre - 14\15 aprile) ha origini molto antiche.
L'erudito studioso V. Amico affermò nel XVIII secolo dell'esistenza al tempo di "magnifiche fiere, tenutevi ogni anno con gran concorso del vicinato". Altre fonti dell'epoca attestano che esse avevano luogo da tempi remoti, tanto che "nessuna memoria d'huomo" sarebbe stato in grado di rintracciarne le origini. In realtà la fascia costiera dei Nebrodi aveva sempre costituito naturale punto d'incontro e scambio, e in età medievale vi avevano sede importanti mercati. Il documento cartaceo più antico che menziona il raduno risale al 1700; si tratta di un privilegio con il quale la Corona riconosceva Al Principe Gaetano Galleco Ventimiglia il "dritto di fare fera". Una controversia con il Conte Diego Joppolo di Naso, che temeva l'insuccesso di quella che si svolgeva a Capo d'Orlando durante la festa della Madonna, fece si che la data di svolgimento subisse continue variazioni, fino a che, nel 1703 con una sentenza del Regio Tribunale,si stabili che la fiera di Sant'Agata dovesse avere luogo dal 16 al 23 novembre. La crescente importanza e la grande partecipazione agli inizi del nostro secolo (come testimoniano anche alcune foto d'epoca) indussero l'Amministrazione Comunale del tempo (1934) a bandire una seconda edizione della fiera nel mese d'aprile. Per l'intera zona nebroidea, le duew fiere costituiscono in assoluto la prima e l'ultima occasione del genere nell'anno, richiamando anche per questo un gran numero di mercanti e compratori, ma incorrendo talvolta nelle temute, deplorate avverse condizioni atmosferiche. L'antica denominazione di "piano della fera" dato allo spazio poi occupato dal Duomo e dal suo quartiere, attesa un graduale trasferimento verso la piazza della Marina e quindi, come oggi avviene, su tutto il lungomare. E' qui infatti che si svolge la manifestazione; destinata alla contrattazione e compravendita degli animali è la spiaggia, dove già al mattino presto le mandrie, fatte scendere dai paesi collinari e montani si adunano e si svolgono da subito le contrattazioni secondo un copione rimasto immutato, all presenza dei contraenti, del sensale, dei compari, dei curiosi che saggiano gli umori e le tendenze di un mercato così singolare. Interi nuclei familiari si rendono utili allo scopo, vestendo ancora oggi abiti tradizionali, e in particolare per gli uomini il classico velluto e l'intramontabile "coppula", cari a quanti vivono della pastorizia e abitano in piccoli centri, e trovano in questo momento opportunità di incontro e socializzazione, scambio e approvvigionamento per le necessità domestiche e di lavoro. Sul lungomare, chilometri di bancarelle espongono le merci più disparate: attrezzi agricoli dì ed utensili, finimenti e accessori per cavalli, asini e muli, vasellame in terracotta e ceramica, oggetti in rame e ferro, generi alimentari genuini e "di casa", stoffe, abiti e scarpe, quadri e stampe, piante e fiori d'ogni genere, bigiotteria, ghiotti dolciumi, dischi e gli immancabili giocattoli per i più piccoli, per i quali la fiera rappresenta un momento di festa. E' invece un ricordo ormai lontano la presenza di maghi, acrobati, fenomeni da baraccone, macchiettisti e cantastorie, ma le figure che non mancano ancora di concedere coloro sono i "caliari". Coloro che vogliono tentare la fortuna al gioco si ritrovano intorno al tavolo di "tri carti" e a quello della "ralla", e i sognatori possono di certo incontrare l'omino con il pappagallo che estrae il bigliettino con l'oroscopo. Tutto ciò viene arricchito dai richiami dei "feranti" che si sovrappongono al suono dei tanti altoparlanti ed al brusio di una gran folla variopinta che affolla come non mai strade e spiazzi. Malgrado le rapide trasformazioni subite nel tempo, la fiera storica di novembre si conferma quale straordinario avvenimento economico e sociale, rappresentando sempre una kermesse di suoni, svaghi, coloro e vanità che per i tantissimi abitanti della zona è un appuntamento da non mancare e da ricordare per tutto l'anno.

Nuccio Lo Castro



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