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Le origini

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STORIA DI SANT'AGATA MILITELLO

LE ORIGINI

Sant'Agata Militello fino al 1857, anno in cui divenne comune autonomo, faceva parte del comune di Militello Rosmarino. Le basi per l'origine del nuono centro furono poste dalla costruzione di due torri di guardia edificate in momenti successivi, su un piccolo rilievo roccioso a ridosso della spiaggia.
Il 21 agosto 1600, Vincenzo Gallego, figlio di donna Margherita Requisenz e di Girolamo Gallego, fu investito della baronia di Militello.
Il 14 febbraio 1628, don Vincenzo Gallego, mosso dall'estremo stato di insicurezza della costa, causato dal fenomeno piratesco e dall'intenzione di rendersi promotore della nascita di un nuovo centro nella "marina di Militello", versò alla Regia Curia la somma di 200 onze, per ottenere la facoltà di costruire un Castello, presso lo scalo denominato di Sant'Agata.
Il 12 aprile dello stesso anno, don Vincenzo Gallego acquistò dalla Curia, la "licentia fabricandi" del Castello.Il 25 maggio 1628, Vincenzo Gallego ottenne

il titolo di Marchese di Sant'Agata. Il 29 aprile 1630, il re di Sicilia, Filippo IV, concesse al figlio di Vincenzo, Luigi Gallego, la "licentia populandi" che consentiva di poter "intorno a detto Castro abitare e popolare e costruire in essi nuove abitazioni e dimore".
Gaetano Gallego e Ventimiglia, il 28 luglio 1700 ottenne il privilegio di istituire una fiera alla "marina" di Sant'Agata che si doveva svolgere a partire dal 24 ottobre del 1700 ogni anno. La data della fiera fu inseguito spostata, a causa di controversie sorte tra il Barone di Militello e don Diego Ioppolo, Duca di Sinagra e Conte di Naso, al 16 novembre di ogni anno, con durata fino al 24 dello stesso mese. La fiera costituiva l'unica occasione di scambio per tutti i paese dei Nebrodi; oltre ai capi di bestiame, convergevano nel mercato i prodotti della terra, formaggi, stoffe e oggetti di uso domestico.
Le consistenti entrate economiche indussero il Principe a costruire diverse "stanze e baracche" accanto alla fortezza, che furono prese in affitto (laghiero) da 20 famiglie, comprendenti 52 persone, originari di Militello. Agli inizi del XIX sec., nonostante la popolazione non superasse ancora duemila anime, Sant'Agata si era talmente ampliata da meritare l'appellativo di "nuovo borgo delle terre di Militello".
Il 5 aprile 1823 Giuseppe Gallego, per debiti, vendette lo "Stato di Militello" a Giuseppe Lanza Scalea, Principe di Trabia, in cambio del pagamento dei debiti e dell'assegnazione di un vitalizio e si trasferì a Napoli.
Incrementatasi la popolazione, cominciarono le proteste, in quanto gli abitanti di Sant'Agata trovavano difficoltà a recarsi a Militello per il disbrigo delle pratiche civili, in particolare i padroni dei velieri che dovevano mettersi in regola sia per gli imbarchi sia per gli sbarchi. Pertanto il 22 agosto 1838 fu inoltrata la prima istanza per l'autonomia della frazione di S.Agata. la raggiunta autonomia determinò un processo migratorio che impresse alla popolazione residente a Sant'Agata, che raggiungeva allora le 3800 anime, una costante crescita. Molte famiglie benestanti, di imprenditori e commercianti, provenienti dai comuni limitrofi, si trasferirono a Sant'Agata costruendo le loro dimore.

(tratto da "La storia del territorio" di Giuseppe Trombino)



GLI ANNI DELL'AUTONOMIA AMMINISTRATIVA


Proprio negli anni trenta e quaranta dell'800, l'allora frazione di Sant'Agata andò incontro ad una crescita demografica che la condusse a superare, sotto molte aspetti, il comune di Militello. Il trasferimento di numerose famiglie dai centri vicini, spinse la popolazione, nel 1838, ad inoltrare istanza di spostamento del decurionato da Militello a Sant'Agata al re Ferdinando II di Borbone. Con decreto del 30 luglio del 1839, fu stabilito che dal 1° gennaio del 1840 i funzionari amministrativi, l'ordine e il capo giuridico si muovessero da Militello a Sant'Agata in quanto nuovo comune e che fosse individuato un eletto.
Il primo sindaco di Sant'Agata, Biagio Cerrito, ricoprì il suo incarico dal 1840 al 1845 ed in mancanza di locali adatti, le prime riunione del decurionato (consiglio comunale) si tennero nella sacrestia della chiesa del Carmine. Nel quinquennio dal 1946 al 1852 il mandato di sindaco toccò a Salvatore Zito. Con decreto regio del 30 aprile del 1986 Ferdinando II di Borbone stabilì che dal 1° gennaio dell'anno seguente i due comuni di Sant'Agata e Militello Rosmarino si sarebbero dovuti separare.
La spartizione delle terre comunali favorì Sant'Agata che vide assegnarsi la parte più ricca del territorio. Nello stesso anno e fino al 1863 fu designato sindaco Emanuele Calderone. In questa fase il numero di abitanti raggiunse le 3380 unità. Al principio del'900 la popolazione era salita a 7644 abitanti. Al termine della prima grande guerra mondiale (1914-1918) si assistette in tutta l'isola ad un incremento del tasso della disoccupazione ed una profonda crisi economica, che portò all'esplosione di vasti movimenti popolari ed associativi. In Sicilia, come in altre parti d'Italia, nel "biennio rosso", il fenomeno dell'occupazione delle terre incolte da parte dei contadini, interessò anche Sant'Agata: molte furono le terre appartenenti ai ricchi proprietari terrieri sottratte da parte dei lavoratori.
Nell'era fascista governarono a Sant'Agata tre podestà: Gentile Gaetano dal 1926 al 1931; Annibale Bianco dal 1933 al 1935; Biagio Speciale fino alla caduta del fascismo. Liberata e riunificata nella primavera del 1945, L'Italia si trovò ad affrontare i problemi e le incognite di un difficilissimo dopoguerra. A Sant'Agata Militello, il comando americano, sotto la guida del colonnello Poletti, si insediava a palazzo Faraci, sede del municipio, e teneva i contatti con i notabili fascisti locali. Nel 1943 gli americano dettero mandato di reggere le sorti del Comune,min qualità di commissario straordinario, prima a Biagio Speciale e poi ad Annibale Bianco, sostituito infine, a causa di dissidi interni, da Salvatore Greco.
Per il referendum istituzionale che sanciva la vittoria della Repubblica il 2 giugno 1946, i cittadini votarono per la monarchia. Il primo sindaco dell'età repubblicana fu, fino al 1952, Pietro Cannizzo. Nel ventennio cinquanta-sessanta Sant'Agata assistette ad un grande rilancio economico e sociale m,a anche ad una forte migrazione verso i paesi dell'Europa occidentale.

Nell'era repubblicana si sono succeduti a Sant'Agata i seguenti sindaci:
- 1946-1952
Pietro Cannizzo
- 1952-1956
Salvatore Brancatelli
- 1956-1960 Annibale Bianco
- 1960-1964
Natale Di Napoli
- 1964-1965
Annibale Bianco
- gennaio 1965 - febbraio 1965
Biagio Fresina
- febbraio 1965 - gennaio 1966
Annibale Bianco
- marzo 1966 - maggio 1966
Pietro Cannizzo
- maggio 1966 - maggio 1969
Biagio Fresina
- giugno 1969 - marzo 1970
Giuseppe Brancatelli
- giugno 1970 - febbraio 1975
Biagio Fresina
- febbraio 1975 - marzo 1975 Salvatore Mancuso
- marzo 1975 - maggio 1977
Bernardo Paratore
- maggio 1977 - maggio 1978
Francesco Caldiero
- maggio 1978 - giugno 1992
Alfredo Vicari
- giugno 1992 - aprile 1993
Costantino Speciale

Nel 1993 l'elezione diretta del sindaco portò, con grande successo e con l'appoggio di un eterogeneo movimento che dalla base voleva dar vita ad una nuova stagione politica, un uomo della sinistra alla guida del paese:il prof. Leone Fabio. Gli ultimi sindaci eletti di Sant'Agata sono: Vincenzo Lo Re (dicembre 1997 - giugno 1998), Aldo Fresina (dicembre 1999 - ottobre 2003) e Bruno Mancuso (giugno 2004 - giugno 2009).

(tratto dalla "Storia politica e amministrativa di Sant'Agata Militello" di Luigi Giallombardo)





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