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Patrono San Giuseppe

LA CITTA' > Feste religiose

FESTA DI SAN GIUSEPPE


Il 19 marzo e la II domenica di agosto si svolgono a Sant'Agata militello i festeggiamenti nei riguardi del Santo Patrono San Giuseppe. A questa festa, che ha la sua origine nella seconda metà del XIX secolo, pur priva di quegli elementi folcroristici che caratterizzano le più antiche feste dei paesi montani limitrofi, non le sono mai mancate massiccia e devota partecipazione di popolo, nonché la “festa eterna” con bancarelle, luminarie, fuochi d'artifico e “cantante” (in passato sostituito dalla banda municipale chiamata all'esecuzione di alcuni brani musicali in piazza Duomo l'antivigilia, in piazza Vittorio Emanuele la vigilia e al Lungomare il giorno della festa). Giorno 19 marzo, solennità liturgica, tra spari di mortaretti la processione esce, come è consuetudine, al termine della messa delle 10,00. Dodici campanelle d'argento poste oggi sulla trabeazione ma precedentemente tra le mani del Bambinello, ritmano l'incedere del fercolo che si arresta al suono di una campana agitata da uno dei portanti, per poi proseguire al suono della stessa ed al grido corale "Viva San Giuseppe". Dinanzi alla "vara" ancor oggi vi sono, ma poche, alcune donne che, a piedi scalzi e con un grosso cero in mano, sciolgono così pubblicamente un loro voto. Da Piazza Duomo la processione saliva per via Cavour (e non per via Magenta) per poi ridiscendere da via Alessi (oggi via Gen. Lutto) fino a piazza Garibaldi (chiavo `i Rizzo) da dove svoltava sulla via Medici in direzione Messina e, giungendo alle ultime case nei pressi di Largo Sàttt'Agata, ritornava per la stessa strada sino a via Campidoglio e da qui arrivava fino al Lungomare e alle case dei pescatori (nei pressi di via Sancetta Zito). Prima del

1896, anno del passaggiodella ferrovia e quindi della costruzione dei ponti di via Zito e via San Giuseppe, la vara rientrando dalla marina non ritornava sino alla via Roma, come oggi: alcuni anziani ancor oggi ricordano, infatti, che si soleva dire: "San Giuseppe sale da via Roma e non più da costa `o puzzo", che è la zona compresa tra via san Giuseppe e il Castello. La processione di agosto, celebrata anche per riunire i santagatesi emigrati che ritornano al proprio paese, esce nel tardo pomeriggio della 2a domenica di agosto (un tempo 1 a di agosto), dopo la messa delle 18.00 in cui viene assegnato l'annuale "premio della bontà": essa percorre un itinerario molto più lungo. lambendo le tre estremità del paese. La peculiarità di questa festa è nel suo legame con i pescatori che sono per antica consuetudine i portanti della vara: mentre in tutta la Sicilia la festa di San Giuseppe è associata a tavolate, frittelle e falò, a Sant'Agata il suo specifico all'insegna della tradizione è di immedesimarsi come festa degli "abitanti della praia”: solo nel nostro centro San Giuseppe è invocato come protettore dei pescatori e del mare. Per tale motivo, da non perdere è il passaggio della processione dal lungomare dove, al momento dell'arrivo del fercolo proveniente da via Campidoglio, avviene la benedizione del mare e del pescato: il santo viene "vutatu" in direzione del mare, per porre sotto il suo patrocinio la vita dei pescatori, la loro attività e la pesca futura. Un'altra "votata" verso ìl mare, ma silenziosa e senza nessuna benedizione avviene all'altezza di una viuzza tra la via Costa di pozzo e la via San Giuseppe: tale rituale si ripete ogni anno pur senza conoscerne la motivazione; molta probabilità, potrebbe rappresenatare il retaggio dell'ultima benedizione al mare prima di rientrare da lì verso il centro abitato. In piazza Duomo, infine, girato verso il popolo e a marcia indietro, il Santo patrono fa il ritorno in chiesa e riposto solennemente nella sua cappella.


Salvatore Bonina e Padre Enzo Rigamo


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STATUA DI SAN GIUSEPPE

Un'opera di pregevole fattura. gruppo scultoreo di San fu eseguito dall'insigne bottega di scultori palermitani ed attribuito nel 1992 Saur a Salvatore, figlio di e nipote di Girolamo (1759-1832), capostipite di questa glia di scultori. Fratello di , Francesco e , autori di numerose , e di Giuseppe, pittore fu quello che riuscì il nell'arte scultorea. L'opera realizzata probabilmente alla metà dell'ottocento (gli argenti riportano la datazione
1859), secondo lo schema tradizionale del Bambino in piedi al patriarca, già collaudato Girolamo Bagnasco e da Quattrocchi. Novità e tradiqui ora si coniugano mediantil superamento di stilemi barocnell'austerità del gusto classico drappeggio delle vesti e nella pateticità dei visi e cura dettaglio. Opere dello stesso sono, tra le altre, i San di Aragona e Capaci, Croce Camerina e , nonché la Madonna del di Ispira eseguita nel 1860.

Stefano Brancatelli


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