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San Marco d’Alunzio

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FESTA DEL CROCIFISISSO

Ogni anno, l'ultimo venerdì di marzo (se la Pasqua non cade prima), a San Marco d'Alunzio si compiono dei riti particolari e toccanti. E' il Santissimo Crocifisso che gli aluntini onorano e portano in processione, come anticipazione della Settimana Santa. Questa festa fu istituita nel 1612, perchè la Parrocchia della Ara Coeli non partecipava ai riti della Settimana Santa che si svolgevano nelle altre due parrocchie, quella, cioè, della Chiesa Madre (San Nicolò di Bari) e del SS. Salvatore. I festeggiamenti incominciano la mattina del venerdì (giorno della festa) con le SS. Messe durante le quali viene esposto il Santissimo e vengono recitate le preghiere dedicate alle Sante Piaghe di nostro Signore. Alle unidici incomincia la Messa Solenne (nella chiesa di Ara Coeli), durante la quale viene portato (dalla sagrestia all'altare maggiore) in processione la reliquia della Santa Croce, sotto un purpureo baldacchino. Al termine della messa avviene la benedizione del SS Sacramento, dopo la quale, il ligneo crocifisso, scolpito dal Li Volsi da Tusa, viene trasportato dalla Cappella al Sagrato della chiesa, dove viene issato dai fedeli e posto sul “baiardo” (fercolo). Dopo qualche minuto incomincia l'ingresso in Chiesa dei “Babbaluti” (uomini incappucciati vestiti con un abito blu che per voto offrono la spalla al crocifisso), che, entrando dalla “porta fausa” (porta laterale) escono da quella principale posizionandosi sotto il fercolo. A questo punto esce il clero con il quadro dell'Addolorata, che, dopo una breve omelia, viene posizionato ai piedi del crocifisso.
Quindi incomincia la processione con il Crocifisso durante la quale i “babbaluti”, ripetono di continuo e con tono mesto le seguenti parole “Signuri misericordia pietà....” Al rientro in Chiesa dell'Ara Coeli, il crocifisso viene posto al centro della navata principale; nel pomeriggio dopo la via Crucis, viene collocato all'interno di una particolare costruzione detta “u sepulcru”, costituita da uno scheletro in ferro ricoperto da drappi rossi e gialli, da fiori e da numerosissime candele che vengono accesse per la messa della sera. Particolarmente toccante è, durante la messe vespertina, la “svelata dell'ecce homo”, posto in cima al sepolcro. Le celebrazioni si concludono la mattina del sabato quando il crocifisso viene ripostato nella sua cappella.




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FESTA DEI SANTI PATRONI


San Marco D'Alunzio, paese di antichissima storia e di particolarissime tradizioni, ha due santi patroni: San Marco Evangelista e San Nicola di Mira che vengono celebrati e venerati insieme.
La devozione a San Marco, fu introdotta dai normanni che, giunti nel paese aluntino, scelsero il santo evangelista come patrono del paese e, in suo onore, cambiano il nome della cittadina da Demenna in San Marco D'Alunzio. Ora avvenne che un grossa lite scoppiata tra il clero del paese portò ad una scissione, cosi chè la parte alta del paese scelse come patrono San Nicola di Mira, mentre la parte bassa restò fedele a San Marco. Le liti divennero talmente forti che dovette intervenire la Sacra Congregazione dei riti, che con un documento, proclamava I santi San Marco e Nicola entrambi patroni del paese, fissando la data delle festività al 31 luglio. Ancora oggi I due santi patroni vengono portati in processione insieme su di un fercolo ligneo, finemente decorato. La statua di San Nicola da la destra alla statua di San Marco per rispetto all'antico patrono del paese. I festeggiamenti dei patroni si compiono due volte l'anno: il 25 aprile ed il 31 luglio. Giorno 31 luglio si compiono due riti: “lentrata (a'ddauru)” e la distribuzione delle “coddure”. Verso le cinque del pomeriggio i fedeli portano in processione dei rami di alloro benedetti. Giunti davanti all'antico monastero delle benedettine, i bambini cominciano a percuotere e sbattere questi rami a terra facendo cadere le foglie che vengono poi raccolte e conservate. Dopo questo rito avviene la distribuzione delle “coddure” (ciambelle di pane) che un tempo erano amorevolmente preparate dalle monache del vicino convento benedettino.

Francesco De Luca



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