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San Salvatore di Fitalia

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SAN CALOGERO (San Salvatore di Fitalia)


Il culto di San Calogero patrono di S. Salvatore di Fitalia è certamente, assieme a quello della Madonna del Tindari, il più diffuso e significativo nel contesto della pietà popolare nebroidea, nonostante la carenza di notizie biografiche che risultano frammentarie ed indirette se si escludono i famosi Inni del monaco Sergio, risalenti al IX secolo. Secondo questa fonte S. Calogero, originario di Calcedonia (nei pressi dell’odierna Istanbul) visse tra il IV e il V secolo, giunse in Sicilia per sfuggire alle persecuzioni contro i cristiani e si stabilì sui monti di Sciacca; il suo culto si diffuse ben presto per la fama dei miracoli, le sue reliquie furono traslate al tempo degli arabi nel monastero basiliano di Fragalà da dove, verosimilmente, la devozione nell’area del Fitalia si è irradiata.
S. Salvatore di Fitalia celebra numerose volte nel corso dell’anno la festa del suo patrono (5 febbraio e la domenica successiva, ultimo venerdì di marzo, domenica delle Palme), ma l’appuntamento più solenne è di certo quello del mese di agosto con il coinvolgimento degli emigrati. I festeggiamenti si aprono il 18 Agosto con la processione di S. Antonio di Padova, retaggio del campanilismo esistente tra le Chiese del SS. Salvatore e di S. Maria, soggette sino al 1824 rispettivamente al vescovo di Patti e a quello di Messina. Il 19 si svolgono le processioni del “Bambinello” e della reliquia ma è soprattutto il giorno in cui i pellegrini, numerosi e pieni di fede, giungono a piedi dai paesi limitrofi, gremendo fino a notte fonda la navata del Santuario.
La mattina di giorno 20 la statua del santo nero viene scesa dall’artistica custodia lignea dell’altare maggiore e condotta in processione tra due ali di folla per le vie del centro; nel pomeriggio la processione viene ripetuta per accompagnare S. Calogero alla Chiesa del SS. Salvatore. Ultimo giorno di festa esterna è il 21 (“festa paesana”) caratterizzato dai tradizionali “viaggi”: il fercolo del santo viene condotto su e giù diverse volte e per le stesse strade prima di fare rientro nel suo Santuario, dando così il tempo ai fedeli – secondo la devozione popolare – di chiedere ed ottenere grazie. La devozione per S. Calogero nel territorio dei Nebrodi è testimoniata sia dalla notevole diffusione del nome sia dalla presenza di edicolette votive cittadine o rurali.

Benedetto Lupica


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