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Santuario del Tindari

HINTERLAND

STORIA DEL SANTUARIO DEL TINDARI


L'origine della devozione alla Madonna Bruna sembra risalire al IX secolo. Secondo la tradizione, una nave di ritorno dall'Oriente portava nascosta nella stiva una statua della Madonna per sottrarla alla persecuzione iconoclasta. Mentre la nave solcava le acque del Tirreno, improvvisamente si levò una tempesta e perciò essa fu costretta ad interrompere il viaggio ed a rifugiarsi nella baia del Tindari, oggi Marinello. Calmatasi la tempesta, i marinai decisero di riprendere il viaggio: levarono l'ancora, inalberarono le vele, cominciarono a remare, ma non riuscirono a spostare la nave. Tentarono, ritentarono, ma essa restava ferma lì, come se fosse incagliata nel porto. Essi allora pensarono di alleggerire il carico, ma , solo quando, tra le altre cose, scaricarono la cassa contenente il venerato Simulacro della Vergine, la nave poté muoversi e riprendere la rotta sul mare ormai calmo. Sono sconosciuti i luoghi di provenienza e di destinazione dell'Immagine sacra. Partita la nave che aveva lasciato il carico, i marinai della baia di Tindari si diedero subito da fare per tirare in secco la cassa galleggiante sulla distesa del mare. Fu aperta la cassa e in essa fu trovata la preziosa Immagine della Vergine, che si decise di

trasportare nella vicina località Tindari, dove oggi sorge, per volontà di Mons. Pullano vescovo di Patti, un imponente santuario, visitato annualmente da numerosi fedeli. La Madonna oggi è collacata all'interno di un aureo trono, posto al centro dell'abside del nuovo santuario. Ogni 7 e 8 settembre si svolge una partecipatissima processione, alla quale partecipano numerosi fedeli (molti anche a piedi scalzi), provenienti da tutte le parti della Sicilia e non solo.
La Madonna probabilmente è stata scolpita in Oriente tra il V e il VI secolo. Ella è rappresentata seduta, mentre regge in grembo il Bambino Gesù, che tiene la destra sollevata, benedicente. Ella inoltre porta in capo una corona di tipo orientale, una specie di turbante, ricavato nello stesso legno, decorato con leggeri arabeschi dorati.




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